Chi colpisce

Il 67% di tutti i casi di frattura alle ossa della mano coinvolge pazienti tra i 10 e i 39 anni; di questi casi, il 59% sono fratture alle falangi, più frequenti nei maschi, con un rapporto M:F di 1,8:1.

La frattura del polso rappresenta  il 17% di tutte le fratture generali e la frattura più comune dell’arto superiore (75%). Ha un’incidenza elevata, circa 20-32 soggetti ogni 10.000; essa risulta elevata nella popolazione pediatrica, diminuisce durante l’età adulta e aumenta nuovamente dopo i 50 anni. Nello specifico, in giovane età gli uomini sono più colpiti rispetto alle donne a causa della loro maggiore partecipazione a sport come sci, snowboard, calcio e rugby; mentre nei soggetti di età superiore ai 65 anni di età, sono principalmente le donne ad essere interessate, circa cinque volte più, a causa di tassi più elevati di osteoporosi e osteopenia nel sesso femminile.

Classificazione delle fratture

In base all’eziologia si distinguono:

  • fratture traumatiche;
  • fratture patologiche;
  • fratture da stress.

A seconda che la frattura interessi tutto lo spessore dell’osso o una parte di esso:

  • frattura completa;
  • frattura incompleta.

Sulla base della posizione della frattura e del grado di coinvolgimento articolare:

  • extra-articolare;
  • articolare parziale;
  • articolare completa.

In base al decorso rispetto all’asse longitudinale dell’osso e alla forma della rima di frattura le fratture possono essere classificate in:

  • fratture traverse: disposta ad angolo retto;
  • fratture oblique: un angolo inferiore a 90°;
  • fratture longitudinali: parallela;
  • fratture spiroidi: decorso a spirale lungo il segmento osseo.

In base all’integrità della cute si hanno:

  • fratture chiuse: dove la pelle è intatta;
  • fratture esposte: dove l’osso comunica con l’esterno (rischio di infezione elevato).

Un’ulteriore classificazione riguarda il posizionamento dei due monconi nella frattura semplice rispetto all’asse:

  • frattura composta, monconi allineati;
  •  frattura scomposta, monconi  disallineati.

polso mano

Trattamento

Nelle fratture di dita e polso il trattamento viene scelto in base alla tipologia ed alle caratteristiche della frattura e della persona e può essere di tipo conservativo o di tipo chirurgico.

La gestione conservativa, indicata nei casi di fratture extra-articolari semplici, composte, stabili o nei pazienti che non richiedono un rapido ritorno ad attività lavorative, consiste nell’immobilizzazione tramite un gesso o un tutore per un periodo di tempo variabile, generalmente 3-6 settimane. Quando la frattura è consolidata e il tutore/gesso viene rimosso, verrà intrapreso subito un percorso di riabilitazione.

Nei casi di fratture più complesse, scomposte o instabili è indicato l’intervento chirurgico.

Tipologie di operazioni

Le tipologie di operazione sono diverse e vengono scelte tenendo in considerazione numerosi fattori .

Le principali tecniche sono:

  • fissazione percutanea (principalmente per le falangi), attraverso l’uso di fili di Kirschner, e  gesso o tutore per immobilizzare;
  • fissazione esterna;
  • placca e viti (tipica nelle fratture del polso), per fratture scomposte. Questa tecnica è molto utilizzata in quanto consente una mobilizzazione e un rinforzo precoci.
    Tutte queste tipologie di interventi, possono essere utilizzate anche in combinazione tra loro.

Obiettivi della fisioterapia

In entrambi i casi, conservativo e chirurgico, gli obiettivi della fisioterapia sono:

  • controllare e ridurre dolore e gonfiore;
  • ripristinare il movimento completo;
  • ripristinare la funzionalità di mano e/o polso;
  • rinforzare la muscolatura dell’intero arto superiore;
  • recuperare la stabilità articolare;
  • recuperare autonomia in tutte le attività;
  • prevenire le complicanze del trauma e dell’immobilizzazione; tra le quali la più importante è l’ALGODISTROFIA (o algo-neurodistrofia, o morbo/sindrome di Sudek, o sindrome dolorosa regionale complessa-SDRC).

Il trattamento a Terme di Sirmione

L’approccio riabilitativo per mano e polso, operati o meno, sostanzialmente è molto simile, la principale differenza sarà nel trattamento della cicatrice conseguente all’operazione; trattamento questo fondamentale in quanto una cicatrice che crei aderenze con i tessuti sottostanti può portare tensioni e rigidità limitando la funzionalità  e provocando  dolore.

Verranno utilizzate terapie fisiche per integrare il trattamento manuale e gli esercizi, con lo scopo di velocizzare la formazione del callo osseo (Bemerterapia), ripristinare la circolazione, ridurre edema, ematoma e dolore; inoltre in concomitanza con la terapia manuale, le terapie avranno funzione preparatoria, rendendo più confortevole e tollerabile la terapia, preparando i tessuti con una migliore ossigenazione ed un aumento della circolazione locale.

Le terapie fisiche utilizzate sono Bemer, tecar, ultrasuoni in acqua, laser e OPAF.

tecar polso

 

 

 

 

 

 

Trattamento manuale

Il  trattamento manuale punta al recupero dell’articolarità completa in tutti i gradi di movimento dell’articolazione; gli esercizi attivi servono al recupero della forza muscolare dei distretti interessati dalla frattura e di quelli adiacenti (interessati a seguito del periodo d’immobilizzazione).

Un intervento importante sarà quello di valutare l’eventuale assunzione di posture antalgiche o l’utilizzo di compensi che dovranno essere corretti perché col tempo potrebbero danneggiare altri segmenti corporei.

In fase sub-acuta  oltre all’utilizzo delle terapie fisiche che sfruttano diverse forme di energia per migliorare lo stato dei tessuti, da noi alle terme è possibile integrare il trattamento con un ciclo di fanghi  per poter sfruttare sia l’effetto del calore, per il miglioramento della circolazione ed il rilassamento dei tessuti, sia le proprietà chimiche dei  fanghi che agiscono su dolore ed infiammazione rendendo più efficace e meglio tollerato l’intervento del fisioterapista.

 

 

Allo stabilimento Therapy District di Terme di Sirmione un team di medici specialisti e fisioterapisti possono seguire la persona nel percorso di cura e di riabilitazione. Si praticano anche l’agopuntura e l’ozonoterapia. E’ necessario prenotare per tempo.