La ginecologia si interessa della sfera sessuale e riproduttiva della donna, della sua attività ormonale nelle varie fasi della vita e, in una parola, della salute e del benessere femminile.
Sono quasi 80 anni che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che la Salute dell’individuo non è solo mancanza di malattia: infatti la salute è Il risultato di un equilibrio tra fattori Biologici, Psicologici, Sociali e Spirituali.
Il benessere è il sentirsi soggettivamente bene e la percentuale di persone che a 50 anni dichiara di godere di un buono stato di salute è più elevata tra gli uomini (73,4 per cento) che tra le donne (66,5 per cento). All’aumentare dell’età, decresce la prevalenza di persone che danno un giudizio positivo sul proprio stato di salute: scende al 40,2 per cento tra le persone di 65-74 anni e raggiunge il 24,8 per cento tra gli ultrasettantacinquenni, con significative differenze a svantaggio delle donne.
È per questo che l’approccio dello specialista ginecologo alla salute della donna non può limitarsi alla sola sfera riproduttiva e sessuale, ma deve considerare tutti gli aspetti della vita della persona che si affida a lui, indipendentemente dalla contingenza (disturbo, patologia accertata) che può averla portata alla visita.
La visita ginecologica è comunque fondamentale per monitorare la salute riproduttiva. Durante l’esame, il ginecologo può rilevare disturbi mestruali, irregolarità del ciclo, disfunzioni sessuali, fibromi uterini, cisti ovariche o la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Questi problemi possono influenzare la fertilità, quindi è importante intervenire precocemente. Un altro motivo per cui è importante sottoporsi alla visita ginecologica è la prevenzione dei tumori femminili. I tumori più comuni che colpiscono il sistema riproduttivo femminile sono il cancro cervicale, il tumore ovarico, il tumore dell’endometrio e il tumore al seno. Durante la visita ginecologica, il ginecologo può eseguire il test per l’HPV (sola causa del tumore del collo dell’utero) e indirizzare la donna agli screening per i tumori della mammella, del colon-retto e dei tumori della pelle.
La visita ginecologica è dunque l’occasione ideale per discutere della propria salute sessuale e riproduttiva. Il ginecologo può aiutare la donna a prendere decisioni sulla propria salute, considerando la salute generale, lo stile di vita e le sue preferenze. Inoltre, è possibile parlare di opzioni per la pianificazione familiare e dei rischi legati alla gravidanza, soprattutto per le donne che decidono di avere figli in età avanzata. La salute preconcezionale è un fattore determinante per un normale decorso della gravidanza e per un normale sviluppo fetale, così da predisporre una vita futura con traiettorie di basso rischio di malattia. Infatti, l’azione preventiva deve essere messa in atto già a partire dai primi mille giorni, cioè nel periodo che intercorre tra il concepimento e i primi due anni di vita del bambino, un arco temporale decisivo per gettare le basi della salute degli individui, i cui effetti dureranno tutta la vita e si rifletteranno anche sulle generazioni successive e sulla comunità intera. Nel periodo prima della gravidanza vanno rafforzati i fattori protettivi (stili di vita, alimentazione adeguata compreso il supplemento di acido folico, eliminazione di alcol, fumo e altre sostanze d’abuso, promozione dell’attività fisica, gestione dello stress), evitando eventuali esposizioni ambientali lavorative o domestiche nocive e identificando eventuali altri fattori di rischio relativi a specifiche patologie nella storia familiare e personale.
È inoltre possibile identificare rapidamente eventuali squilibri ormonali e trattare condizioni come la menopausa precoce o l’endometriosi, patologia che può causare dolore cronico e infertilità se non trattata in tempo. Il ginecologo può anche suggerire terapie ormonali specifiche per ristabilire l’equilibrio ormonale e migliorare la qualità della vita. Un capitolo a sé è l’approccio alla menopausa e i consigli per la post-menopausa. I disturbi più frequenti sono: vampate di calore; sudorazioni notturne; aumento della frequenza cardiaca; disturbi del sonno; variazioni del peso; secchezza vaginale; dolore e/o bruciore nei rapporti sessuali; vulvodinia (dolore vulvare); cistiti o minzione frequente; senso di tensione; vuoti di memoria; calo di concentrazione; irritabilità. Il ginecologo si avvarrà delle competenze dei colleghi specialisti, quali il cardiologo, il nutrizionista, il dermatologo, il neurologo, l’endocrinologo, lo psicologo e naturalmente il medico di medicina generale. Si tratta cioè di seguire un approccio integrato, evitando però una eccessiva medicalizzazione.
Terapie termali
L’Acqua Termale di Terme di Sirmione contribuisce alla prevenzione e alla cura delle patologie ginecologiche. È un’acqua sulfurea e infatti il principio attivo è l’idrogeno solforato (o acido solfidrico – H2S). L’acido solfidrico svolge funzioni essenziali nell’organismo e recenti studi aprono scenari molto promettenti per il suo impiego terapeutico. Sono in corso sperimentazioni per l’impiego di H2S in cardiopatie, chirurgia cardiaca, malattie renali, malattia infiammatoria cronica intestinale, sindrome del colon irritabile, dolori articolari, artriti (Sergio Stagnaro et al.). A questo proposito, si ritiene che tali benefici siano anche collegati a importanti effetti sul metabolismo cellulare, in particolare sull’attività mitocondriale (i mitocondri sono strutture cellulari deputate alla respirazione e produzione di energia), suggerita ad esempio dai complessi ferro-zolfo-proteine presenti nella catena respiratoria mitocondriale.
Nell’impiego termale, si è notato che H2S ha una funzione antinfiammatoria e antisettica, sedativa ed antispastica, che esercita un’azione fluidificante sulle mucose, che stimola l’immunità con la produzione di anticorpi di superficie con una azione protettiva sull’apparato respiratorio, nel contrasto alle allergie e con effetti benefici sulla pelle.
Ritengo pertanto che l’Acqua termale delle Terme di Sirmione sia particolarmente indicata per molte delle patologie e delle condizioni ginecologiche di cui ho fatto cenno.
Durante l’età riproduttiva, i trattamenti termali possono contribuire alla salute e al benessere psicofisico, in particolare in che soffre di disturbi mestruali, endometriosi, dolori pelvici, vulvovaginiti, cistalgie e per riequilibrare situazioni di stress cronico. La fertilità può essere aiutata, prevalentemente con le irrigazioni vaginali e la balneoterapia, indicata quest’ultima anche nelle sindromi artrosiche e artritiche e in generale in tutte le forme infiammatorie croniche per le quali è frequentemente molto utile anche il fango addomino-pelvico.
Sappiamo che l’avvento della menopausa rappresenta un momento critico e di profondi cambiamenti per molte donne, causa spesso non solo di sintomi fisici (ad esempio disturbi della vasomotricità, distrofie genitali, secchezza della pelle, osteoporosi, dolori articolari) ascrivibili alle carenze ormonali, ma anche psichici (stress, disturbi del sonno, ansia, depressione) e di decadimento cognitivo.
Le terapie termali possono aiutare molto la donna in questa fase della vita e possono favorire la biologia dei processi di invecchiamento, associandole a stili di vita e comportamenti corretti (quali movimento fisico, nutrizione, respirazione, meditazione, spiritualità). Da considerare anche il valore della fangoterapia, soprattutto nelle forme infiammatorie croniche, spesso associata alla balneoterapia e ai trattamenti fisioterapici.
Infine, non va sottovaluta la riabilitazione del pavimento pelvico, in caso di indebolimento dei muscoli pelvici e che viene praticata presso le Terme. È particolarmente indicata dopo il parto, dopo un intervento chirurgico con interessamento del pavimento pelvico, nei casi di prolasso utero-vescicale, di incontinenza, dolori vescicali, disfunzione sessuale.
La visita ginecologica rappresenta pertanto non solo una tappa fondamentale per la valutazione dello stato di salute della donna e per le indicazioni terapeutiche o preventive, ma anche un’opportunità di confronto e di valutazione di decisioni personali, perché non ci si stancherà mai di sottolineare che salute e benessere sono essenzialmente responsabilità decisionale di ciascuno di noi, purché ciascuno sia adeguatamente informato su ciò che la scienza è capace di offrire.





