La stagione fredda è ormai alle porte e con essa si presentano puntuali i classici acciacchi e malanni di stagione. Anche quest’anno, dunque, molte persone si ritroveranno alle prese con raffreddori, tosse, bronchiti e la temuta influenza stagionale. In inverno chi soffre di patologie croniche delle vie respiratorie, a livello del naso e dei bronchi, deve affrontare spesso delle riacutizzazioni e il protrarsi dei sintomi. La prevenzione e le terapie di mantenimento per queste malattie croniche sono fondamentali ma spesso trascurate o sottovalutate. Le cure termali con acqua sulfurea insieme alle terapie farmacologiche possono contribuire al miglioramento di queste patologie.

Per quel che riguarda sinusiti, otiti, tonsilliti e faringo–tonsilliti e bronchiti, l’esperienza di chi effettua abitualmente cure termali conferma una riduzione degli episodi infiammatori acuti nel tempo. Inoltre, studi clinici promossi dal Ministero della Salute e dalla Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (Studio Naiade su più di 5 mila pazienti) hanno dimostrato anche una riduzione del consumo di antibiotici, di farmaci mucolitici e dei ricoveri.
In questo contesto, il Progetto Respiro formulato da Terme di Sirmione consiste nell’eseguire visite specializzate e test appropriati per rimuovere o ridurre i fattori di rischio (prevenzione primaria), e per prevenire le conseguenze delle malattie respiratorie croniche con diagnosi e interventi precoci e appropriati (prevenzione secondaria). Sono stati inoltre elaborati programmi e Check up appropriati per fumatori (anche passivi), russatori, persone in sovrappeso e per coloro che hanno tosse frequente, catarro, malattie che coinvolgono bronchi e polmoni.
L’efficacia maggiore delle cure inalatorie termali viene riscontrata soprattutto in ambito preventivo. È recente la dimostrazione scientifica sul rilevante miglioramento della funzione di trasporto del muco ottenuto con l’inalazione di acqua sulfurea già dopo 3 settimane di trattamento. È altrettanto importante l’evidenza fornita da questo studio che in 1.000 pazienti valutati, questa funzione migliora ulteriormente anche dopo 3 mesi dal primo ciclo di cura termale.



